Royal Navy Fleet Air Arm Museum

Domenica 10 giugno, riceviamo l’autorizzazione per l’imbarco sulla portaerei della Marina Britannica, il trasferimento avverrà via cielo a bordo di un elicottero.Saliamo, si avviano i motori e tutto inizia a vibrare, l’ambiente è angusto, scuro, solo le classiche luci rosse restituiscono un po’ di luminosità. Sarà un volo breve, ma abbastanza turbolento.Il pilota ci avvisa che siamo in vista dell’unità e ci prepariamo all’atterraggio, il portellone si apre e ci invitano a scendere, siamo sul ponte di volo.

Ma che succede? dove sono gli Harrier, i moderni H101 Merlin che dovrebbero stazionare sul ponte? siamo circondati da Buccaneer, Sea Hawk e Phantom FG1, ma in che epoca siamo finiti?Mi sembra di essere il protagonista di Cowntdown Dimensione Zero. Che la tempesta, che abbiamo incontrato in volo, sia stata come nel film e ci abbia trasportato attraverso una dimensione spazio-tempo?Nulla di tutto questo, siamo sì su un ponte di volo di una portaerei Inglese, ma su una replica nel Royal Navy Fleet Air Arm Museum di Yeovilton.

Come in tante realtà museali inglesi il pubblico viene coinvolto nella visita, stimolato con qualsiasi mezzo senza fermarsi alla semplice esposizione statica, a partire dal modo di accedere a questo padiglione, con un finto volo a bordo di Westland Wessex HU5. (Articolo completo sul Magazine)

di Davide Olivati, Mirco Bonato, Stefano Polato, Alberto Toffali